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Aprire un bed&breakfast è un’ambizione di molte persone. Sia di coloro che vogliono cimentarsi in un’impresa d’ospitalità più accogliente sia di quanti trovano vantaggioso locare immobili per scopi turistici. 

Gestire un b&b è impegnativo, aprirlo è abbastanza semplice: se sai cosa fare e trovi supporto in professionisti che si occupano di tutti aspetti burocratici della questione. E che sanno consigliarti sul da farsi.

Vediamo come aprire un bed&breakfast senza problemi. 

Aprire un bed&breakfast: come funziona?

Per prima cosa, è bene chiarire un punto: i b&b sono regolamentati secondo disposizioni regionali, stando a quanto previsto dalla legge quadro sul turismo

Non esiste una normativa valida a livello nazionale. Per avviare questa attività, devi fare riferimento alle norme della regione in cui si trova la futura struttura ricettiva.

Per intenderci, esistono fattori variabili a seconda del territorio in cui si opera. Essi riguardano principalmente:

  • il numero delle camere e loro superficie;
  • le condizioni per la presenza obbligatoria del bagno in camera;
  • il servizio di colazione;
  • il requisito di residenza del proprietario del b&b presso la struttura stessa;
  • le indicazioni per l’apertura della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Facciamo un esempio. Se intendi aprire un bed & breakfast in Toscana, allora la normativa regionale dice che:

  • le camere non possono essere più di 6 nella stessa unità immobiliare;
  • il numero totale di ospiti non può essere superiore a 12;
  • presso la struttura devono essere forniti i servizi minimi, come la colazione;
  • la SCIA va presentata esclusivamente in via telematica, allo SUAP competente per territorio.

La normativa in questione è la legge regionale 20 dicembre 2016, n. 86 e successivi interventi di modifica.

Regole valide per tutti per aprire un b&b

Ferme restando le differenze regionali, per iniziare il processo di apertura di un bed&breakfast è obbligatorio per tutti presentare allo sportello comunale SUAP la documentazione necessaria: 

  1. documento di identità e codice fiscale del titolare;
  2. ubicazione della struttura;
  3. numero di posti letto e loro distribuzione;
  4. numero di servizi igienici per gli ospiti;
  5. periodo di esercizio e di chiusura della struttura.

A questo punto bisogna fare anche qualche altra precisazione, per non confonderci e avere ben chiare in mente alcune particolarità della gestione di un bed & breakfast.

La residenza del proprietario

In primo luogo, la regola prevede la residenza del titolare presso la struttura stessa o che vi abbia il domicilio durante l’attività d’esercizio. Su questo aspetto alcune regioni sono più morbide di altre e consentono la residenza in un altro luogo, ma nelle vicinanze del b&b, con l’obbligo di reperibilità.

Il regime fiscale

In linea di principio, gestire un b&b è un’attività occasionale. Come forma di struttura ricettiva, nasce secondo il concetto dell’ospitalità offerta ai visitatori delle persone del luogo. 

In altre parole, il b&b per definizione vede stare sotto lo stesso tetto i proprietari e i turisti. Questo è un ideale molto domestico di ospitalità. 

Per questa ragione, non è obbligatoria l’apertura della partita IVA, ma è necessario che la struttura resti chiusa per un numero variabile di giorni nell’arco di un anno. Tale numero varia sempre da regione a regione. 

In questa situazione, la struttura si definisce b&b non imprenditoriale. I ricavi vengono tassati come redditi diversi (articolo 67, comma 1, lettera i del TUIR) e vanno dichiarati nel Modello 730. 

In alcune regioni, è permesso l’esercizio di b&b imprenditoriale. In questo caso, l’attività è stabile e continuativa, bisogna aprire la partita IVA con codice Ateco 55.20.5. E questo è il caso in cui rivolgersi a persone competenti, che possono aiutarti nelle pratiche e consigliarti il regime fiscale da adottare.

Anche lo Studio Ruta può supportarti nella gestione delle pratiche.

La colazione 

Per definizione, nel b&b gli ospiti devono poter fare colazione. Le normative regionali dispongono regole ben precise sulla somministrazione di cibi e bevande preconfezionati e non manipolati. 

Se la norma lo consente, è anche possibile fornire prodotti fatti in casa, ma ciò a una condizione: ottenere il manuale di autocontrollo HACCP.

Le tariffe

Sulle tariffe da applicare sul servizio vige la massima trasparenza. Vanno comunicate all’ente preposto della tua regione, esposte in struttura e, naturalmente, sul sito web proprietario e sulle piattaforme come Booking, Expedia e simili. 

La sicurezza

Per ovvie ragioni, un bed&breakfast deve possedere le stesse caratteristiche di un immobile per uso abitativo. Insomma, vanno rispettati standard di sicurezza urbanistici, edilizi e igienico-sanitari

Attenzione, però! In materia di sicurezza, l’eventuale approvazione del Decreto Affitti Brevi potrebbe cambiare un po’ di cose. Ti invitiamo a leggere il nostro articolo, per capire di cosa si tratta. 

E se hai intenzione di aprire un b&b, contattaci per avere maggiori informazioni!

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