Esistono alcune esigenze domestiche che i membri di una famiglia non sono in grado di gestire, per diverse ragioni. In questo caso, hai l’esigenza di affidare tali attività a persone esterne alla famiglia: collaboratori e collaboratrici a domicilio.
Stiamo parlando di vero e proprio personale che lavora per te. Pertanto, va retribuito in maniera adeguata e secondo disposizioni regolamentate. Ecco perché è necessario capire come funzionano i contratti di lavoro domestico.
Cos’è il lavoro domestico
Il lavoro domestico è l’attività svolta da colf, baby sitter, badanti o anche autisti, cuochi e giardinieri presso l’abitazione di una famiglia o di un membro della famiglia.
Sono lavoratori che collaborano alla gestione di specifiche attività domestiche con assiduità. Per questa ragione, per essere in regola agli occhi della legge, la famiglia assume il personale domestico, così stipula un contratto che definisce ogni aspetto che riguarda la collaborazione.
Vediamo quali sono le forme di contratto stipulabili tra le parti.
Il contratto di lavoro domestico
Il contratto di lavoro domestico regola il rapporto tra un privato che funge da datore di lavoro e la persona che collabora in ambito familiare, cioè il lavoratore o la lavoratrice. Importante: è una forma di contratto che vale esclusivamente quando l’attività è svolta davvero per provvedere a specifiche esigenze domestiche.
Per capirci, se le attività sono diverse, allora il contratto di lavoro domestico non è adeguato ed è necessario stipulare il contratto per lavoro dipendente.
Il contratto di lavoro domestico può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato, part-time, full-time o a ore. Inoltre, prevede che venga specificato se il collaboratore è convivente oppure non convivente nell’abitazione familiare.
A grandi linee, questi sono gli elementi basilari di una forma di contratto di lavoro domestico tra privati, che definisce anche la retribuzione oraria, la quota di contributi da versare e tutte le altre condizioni relative al lavoro da svolgere.
Il CCNL per il lavoro domestico
Esiste anche la possibilità di sottoscrivere il CCNL lavoro domestico, che è stato siglato dalle associazioni di datori di lavoro e dai sindacati di lavoratori. Si stipula, in genere, quando il datore di lavoro e/o il lavoratore aderisce all’associazione o al sindacato.
Il CCNL per il lavoro domestico tutela i diritti dei collaboratori domestici, definendo punto per punto ogni questione che riguarda l’attività lavorativa: dalla retribuzione oraria alla tredicesima; dalle ferie al periodo di malattia o alla maternità; dal preavviso per licenziamento/dimissioni al trattamento di fine rapporto.
Gli obblighi del datore di lavoro
Quando tra le parti si stipula un contratto, ne derivano sempre diritti e doveri. Come datore di lavoro hai il dovere di pagare il collaboratore domestico, facendo riferimento alla tabella retributiva in vigore e, per fare un esempio, versare i contributi all’INPS ogni trimestre.
A proposito di quest’ultimo punto, l’INPS ha anche provveduto a fornire ai cittadini modalità più smart di accesso ai servizi di pagamento e comunicazione con la pubblica amministrazione. Infatti, ha introdotto l’app INPS Mobile.
Detto questo, in caso di violazione di quanto segnalato nel contratto di lavoro domestico, le conseguenze non si fanno attendere. Il lavoratore può farti causa, ad esempio, se non hai versato i contributi. E può farlo a ragione, tant’è che rischi sanzioni tanto civili quanto penali.
Niente paura! Se assumi un lavoratore domestico e sei in regola con la retribuzione dei versamenti, per te esistono anche delle agevolazioni fiscali.
Come vedi, stipulare un contratto di lavoro domestico non è impossibile. Ciò non toglie che per essere tutelati in ogni caso è doveroso provvedere a mettere nero su bianco tutte le clausole che rispettano i diritti del lavoratori e anche i tuoi.
Il nostro consiglio è di rivolgerti a professionisti nella gestione del personale domestico. Così sei in regola con la legge e previeni eventuali future problematiche difficili da gestire.
Il lavoro domestico occasionale
Fino ad ora, abbiamo parlato dei contratti che si stipulano quando l’attività di collaborazione domestica è continuativa.
Ma potresti aver bisogno di prestazioni in via occasionale e di gestire in modo regolare una situazione diversa da quelle viste fino ad ora.
Per la collaborazione occasionale, puoi sfruttare un altro strumento che tutela te come datore di lavoro e la persona che presta servizio. Si tratta del Libretto famiglia.
Il Libretto famiglia si adegua bene a chi necessita di assistenza per al massimo un’ora. A tutti gli effetti contiene titoli prefinanziati di pagamento, dal valore di 10 euro. Può tornare utile per retribuire assistenti ai bambini, agli anziani o ai disabili quando ce n’è necessità.
Hai domande o hai già la necessità di assumere personale domestico?
Studio Ruta ti supporta nella redazione e gestione del contratto e dei collaboratori familiari.
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