Il Visto di Conformità: Quando e Come Utilizzarlo per la Compensazione dei Crediti Tributari
L’utilizzo in compensazione dei crediti tributari, benché rappresenti un’opportunità importante per le imprese, non è sempre libero da vincoli. La normativa prevede, infatti, un limite massimo oltre il quale è necessario apporre un visto di conformità o, in alternativa, una sottoscrizione da parte di un organo di controllo.
Limiti di utilizzo dei crediti tributari
I crediti derivanti dalle dichiarazioni fiscali possono essere utilizzati liberamente in compensazione fino a un massimo di 5.000 euro per singolo tributo. Oltre questa soglia, è necessario il visto di conformità o, per le società di capitali, la firma del soggetto che esercita il controllo contabile. Questo vale per crediti relativi a diverse imposte, tra cui:
– IVA;
– IRPEF/IRES;
– Addizionali regionali e comunali derivanti dal Modello Redditi;
– Imposte sostitutive, come la cedolare secca, IVIE e IVAFE;
– IRAP;
– Ritenute alla fonte derivanti dal Modello 770.
Dal 2020, inoltre, la compensazione per importi superiori a 5.000 euro può avvenire solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione. Per i primi 5.000 euro, invece, non sono previsti vincoli temporali.
Soggetti abilitati a rilasciare il visto di conformità
Il visto di conformità può essere apposto da professionisti iscritti in appositi registri tenuti dalle Direzioni Regionali delle Entrate. Tra questi troviamo:
– Dottori commercialisti ed esperti contabili;
– Consulenti del lavoro;
– Periti o esperti tributari, in alcune circostanze;
– Responsabili dell’assistenza fiscale di un CAF.
Per poter apporre il visto, i professionisti devono essere in possesso di una polizza assicurativa specifica che copra eventuali errori nell’assistenza fiscale, con un massimale non inferiore a 3.000.000 euro.
Agevolazioni e nuove soglie di esenzione
Con l’introduzione delle premialità previste per il Modello ISA 2024, i contribuenti che ottengono punteggi elevati possono essere esentati dall’obbligo del visto di conformità. In particolare, chi ottiene un punteggio compreso tra 8 e 9 nel 2023 e una media tra 8,5 e 9 nel biennio, potrà godere di un’esenzione per crediti IVA fino a 50.000 euro e per crediti IRAP e imposte dirette fino a 20.000 euro.
Inoltre, per i rimborsi fiscali relativi a debiti IVA fino a 50.000 euro, maturati nel 2024, non sarà necessario apporre il visto di conformità.
Conclusioni
Il visto di conformità rappresenta un passaggio obbligato per chi vuole utilizzare in compensazione crediti tributari superiori a 5.000 euro. È un sistema di garanzia che permette di controllare la correttezza delle dichiarazioni fiscali e prevenire eventuali abusi.

