La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha reintrodotto, per il biennio 2024-2025, l’istituto della pace contributiva. Si tratta di una misura che permette ai cosiddetti contributivi puri – cioè coloro che non hanno contributi versati prima del 1° gennaio 1996 – di riscattare fino a 5 anni di periodi privi di contribuzione, anche non continuativi.
Questa possibilità consente di colmare vuoti contributivi utili sia per raggiungere i requisiti pensionistici sia per aumentare l’importo dell’assegno futuro.
Chi può accedere
Secondo la Circolare INPS n. 69 del 29 maggio 2024, i requisiti sono:
- Iscrizione: essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive o esclusive, oppure alla Gestione Separata.
- Assenza di contributi al 31 dicembre 1995: non devono risultare versamenti antecedenti al 1° gennaio 1996.
- Assenza di pensione diretta: non bisogna essere titolari di pensione diretta in nessuna gestione obbligatoria.
- Periodi riscattabili: massimo 5 anni di vuoti contributivi, collocati tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023.
- Domanda: deve essere presentata entro il 31 dicembre 2025.
- Esclusioni: non sono riscattabili periodi già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o già oggetto di riscatto.
Modalità di riscatto
- La domanda può essere presentata tramite canali telematici INPS o tramite patronati.
- È ammessa la presentazione anche da parte dei superstiti (parenti o affini fino al secondo grado).
- L’onere di riscatto è calcolato con il metodo a percentuale, applicando le aliquote contributive in vigore.
- Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure fino a 120 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza interessi.
Vantaggi fiscali
Rispetto alla versione sperimentale attiva nel triennio 2019-2021, la nuova pace contributiva non prevede più la detrazione del 50%.
Per le domande presentate nel biennio 2024-2025, i contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo.
Settore privato: coinvolgimento del datore di lavoro
Per i lavoratori del settore privato è prevista un’ulteriore opzione: la domanda può essere presentata dal datore di lavoro, utilizzando i premi di produzione spettanti al dipendente.
- In questo caso, l’onere di riscatto è deducibile dal reddito d’impresa o da lavoro autonomo.
- I contributi versati non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente.
👉 In sintesi, la pace contributiva rappresenta una chance importante per chi ha vuoti contributivi successivi al 1995, con la possibilità di sanare fino a 5 anni di contributi mancanti e beneficiare della deducibilità fiscale integrale delle somme versate.

