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Il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato l’Italia a prorogare fino al 31 dicembre 2028 la misura nazionale che prevede un limite forfetario del 40% alla detrazione dell’IVA relativa alle spese sostenute per i veicoli stradali a motore non utilizzati esclusivamente per finalità aziendali o professionali.

Si tratta di una decisione tutt’altro che marginale, perché interviene su uno dei principi cardine del sistema IVA europeo: quello della detrazione integrale dell’imposta sugli acquisti afferenti all’attività economica.


Perché serve un’autorizzazione europea

Nel sistema IVA armonizzato, la regola generale è chiara:

l’IVA assolta sugli acquisti è interamente detraibile se il bene o servizio è utilizzato per operazioni imponibili.

La limitazione forfetaria della detrazione rappresenta quindi una deroga a questo principio.
Proprio per questo motivo:

  • lo Stato membro non può introdurla o mantenerla autonomamente;
  • è necessaria una specifica autorizzazione del Consiglio UE, ai sensi dell’articolo 395 della Direttiva IVA (2006/112/CE).

L’autorizzazione precedente sarebbe scaduta il 31 dicembre 2025. Senza proroga, l’Italia avrebbe dovuto:

  • ripristinare la detrazione integrale, oppure
  • rivedere completamente il meccanismo di limitazione.

La decisione del Consiglio evita questa discontinuità normativa.


Cosa resta invariato fino al 2028

Con la proroga:

  • resta fermo il limite del 40% di detraibilità IVA;
  • il limite si applica ai veicoli non esclusivamente strumentali;
  • continuano a rientrare nella restrizione:
    • autovetture,
    • motocicli,
    • ciclomotori,
      utilizzati in modo promiscuo (aziendale e privato).

Sono invece esclusi dalla limitazione i veicoli:

  • utilizzati esclusivamente per l’attività (ad esempio auto di autoscuole, taxi, noleggio);
  • oggetto dell’attività stessa (commercio di veicoli).

In sintesi

  • L’UE ha autorizzato l’Italia a mantenere fino al 2028 la detrazione IVA limitata al 40% sui veicoli a uso promiscuo.
  • La misura è una deroga al principio di detrazione integrale e necessita di approvazione europea.
  • Per imprese e professionisti non cambia nulla nel breve periodo.
  • Sullo sfondo resta aperto il tema dell’equità e dell’adeguatezza del criterio forfetario.