Il modello 730 precompilato 2023 è una dichiarazione messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 2 maggio per inviare online anche in autonomia la dichiarazione dei redditi, secondo i termini stabiliti.
Vediamo meglio cos’è, chi può presentarlo e come si fa.
Cos’è il modello 730 precompilato
Il 730 precompilato 2023 è un modello messo a disposizione fin dal 2016 dall’Agenzia delle Entrate. Possono usufruirne tutti coloro che normalmente presentano il modello 730 cartaceo oppure a chi presenta il Modello Redditi.
Così come si legge nella Guida, la dichiarazione contiene alcuni dati già compilati. Questi riguardano redditi, ritenute e versamenti, spese deducibili e detraibili. Ad esempio, si tratta di spese sanitarie, universitarie, funebri, premi assicurativi, contributi previdenziali, bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.
La comodità del 730 precompilato sta nel fatto che la compilazione è semplice, perché non devi fare calcoli. Se sei a credito, l’imposta ti arriva in busta paga oppure sulla rata di pensione. Viceversa, se sei tu a dover dare qualcosa allo Stato, le somme ti vengono trattenute sempre su busta paga o pensione.
Non è una dichiarazione che sostituisce il più comune modello cartaceo, ma un’alternativa più veloce e pratica per trasmettere la dichiarazione dei redditi.
Chi può presentare il modello 730 precompilato
Chi può presentare il 730? Nella maggioranza dei casi, dipendenti pubblici o pensionati che, per l’appunto, portano in detrazione alcune spese oppure possono usufruire delle agevolazioni come il bonus ristrutturazioni.
Così è per sintetizzare. Ma possiamo distinguere anche alcuni casi più specifici. Infatti, possono trasmettere il modello 730 precompilato anche:
- chi percepisce redditi dei terreni e dei fabbricati;
- chi ottiene redditi di capitale;
- chi ha reddito da lavoro autonomo (senza partita IVA);
- lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno;
- personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato, anche per il periodo settembre-giugno;
- produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770), IRAP e IVA;
- contribuenti che ricevono indennità sostitutive del reddito di lavoro dipendente;
- i soci di cooperative di produzione e lavoro, servizi, cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
- lavoratori socialmente utili;
- i titolari di cariche pubbliche;
- sacerdoti della Chiesa cattolica.
Dichiarazione precompilata 2023: come si invia e scadenze
La dichiarazione precompilata 2023 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal 2 maggio e può essere inviata fino al 2 ottobre 2023. Specifichiamo che il 30 novembre è il termine per l’invio del Modello Redditi.
Come inviarla? Le opzioni sono tre:
- invii il 730 precompilato online in autonomia;
- deleghi un CAF oppure un professionista;
- deleghi il sostituto d’imposta, se ti dà l’assistenza fiscale e se ha dato disponibilità entro il 15 gennaio.
In linea di massima, la dichiarazione precompilata dovrebbe contenere tutto quel che riguarda la tua situazione reddituale, gli oneri e via dicendo. Ciò non vuol dire che tu non possa modificare alcune informazioni.
Se hai dubbi o incertezze, la soluzione migliore è affidarsi a professionisti, come dottori commercialisti ed esperti contabili, per trasmettere anche il 730 precompilato online senza errori. Anche questo rientra nelle attività che lo Studio Ruta svolge per supportare privati, aziende e professionisti nell’adempimento degli obblighi fiscali.
Per consultare il modello precompilato e procedere all’invio, ti servono le credenziali per accedere al sito dell’Agenzia. In altre parole, ti occorre uno dei seguenti strumenti:
- SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale);
- CIE (Carta d’Identità Elettronica);
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
- credenziali dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline);
- credenziali Inps – per coloro che sono all’estero e hanno un documento di riconoscimento italiano.
Tutto il processo può essere gestito anche da un tutore, un genitore o da una persona di fiducia. Ecco perché, avvenuta l’autenticazione, puoi anche scegliere la modalità in cui operare. Invece, nel caso in cui tu voglia delegare un’altra persona per l‘invio del 730 precompilato, hai bisogno di fare la delega semplificata.
La delega semplificata
L’Agenzia delle Entrate ha scelto di supportare le persone che per varie ragioni non intendono o non possono inviare in autonomia il modello 730. Permette, allora, di inoltrare un modulo di delega sia attraverso una videochiamata sia in cartaceo.
In questo modo, la persona di fiducia può accedere alla dichiarazione precompilata per conto terzi. Tutto questo vale in più casi: se deleghi un parente o un rappresentante legale, ad esempio.
Puoi delegare una sola persona, la quale a sua volta può accettare al massimo tre deleghe.
La persona che scegli di delegare, accede così a diversi servizi telematici:
- modelli F24;
- cassetto fiscale;
- fatturazione elettronica;
- documentazioni varie;
- duplicato della tessera sanitaria;
- avvisi e comunicazioni della PA
Ma è possibile modificare la dichiarazione? Sì, e vediamo cosa succede a seconda dei casi.
Si può modificare il 730 precompilato?
La dichiarazione precompilata può essere accettata così com’è oppure si può modificare, sia inserendo altri dati sia rettificandoli.
Ricorda che se il modello è stato inviato senza modifiche, non si devono esibire le ricevute degli oneri detraibili e deducibili. Non verrà fatto il controllo documentale, quindi. Ma ciò non esclude che vengano condotti altri controlli, anzi!
Dobbiamo vedere quali variazioni sono da considerare delle modifiche vere e proprie. Infatti, alcune variazioni non determinano particolari controlli ed esse sono:
- modifica di dati anagrafici, con l’eccezione del cambio di domicilio fiscale;
- indicazione o modifica del codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico;
- indicazione o modifica dei dati identificativi di chi effettua il conguaglio;
- la compilazione del quadro I per la scelta dell’utilizzo in compensazione del credito;
- la compilazione del rigo F6, colonne da 1 a 6;
- la compilazione del rigo F6, colonna 7 – richiesta di suddividere in rate mensili le somme a saldo e acconto.
Ferme queste e solo queste eventuali modifiche, la dichiarazione inviata viene accettata e non è sottoposta ad alcuni controlli formali. Lo ribadiamo, l’Agenzia controlla comunque la sussistenza delle condizioni che ti danno diritto a detrazioni e agevolazioni, ma anche degli oneri certificati dai sostituti d’imposta.
Le modifiche vere e proprie vengono trasmesse dal sostituto d’imposta oppure dal professionista che ti segue. Nel primo caso, viene effettuato un controllo documentale.
Viene eseguito anche un controllo preventivo, se le modifiche incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e non sono in linea con i criteri pubblicati dall’Agenzia delle Entrate il 30 maggio 2022. Oppure se le modifiche determinano un rimborso superiore ai 4.000 €.
Novità del 730/2023
Per l’anno 2023, vanno segnalate anche alcune novità per la dichiarazione dei redditi. È bene ricordarle, così da verificare se puoi inviare la dichiarazione così com’è o se è il caso di apportare eventuali modifiche.
I nuovi scaglioni reddituali IRPEF
È entrata in vigore una modifica degli scaglioni reddituali IRPEF e delle detrazioni per lavoro dipendente e pensioni. Ora si applicano le aliquote del 23%, 25%, 35% e 43% su quattro scaglioni. In effetti, alcune aliquote sono state abbassate, mentre sono stati accorpati due scaglioni. Di conseguenza, si applica già l’aliquota del 43% sul reddito IRPEF a partire da 50.000 €.
Stando alle aliquote, ecco altre novità che riguardano le detrazioni per lavoro dipendente e pensioni.
Per il lavoro dipendente, il limite reddituale è stato portato a 15.000 € per usufruire della detrazione massima di 1.880 €. Per reddito compreso tra 25.001 € e 35.000 €, la detrazione è aumentata di 65 €.
Per quel che riguarda le pensioni, il limite è stato innalzato a 8.500 € per la detrazione massima di 1.955 €. La detrazione è aumentata di 50 € per il reddito complessivo compreso tra 25.001 e 29.000 €.
L’assegno unico universale
Il modello 730 è stato modificato in seguito all’introduzione dell’assegno unico universale nel marzo 2022. Questo ha sostituito le detrazioni per figli a carico di meno di 21 anni. Nei nuovi Campo 9 e Campo 10 vanno inseriti i mesi per i quali i figli hanno avuto diritto o non hanno avuto diritto alle detrazioni.
I nuovi crediti d’imposta
Nel quadro G del 730 compaiono anche nuovi crediti d’imposta:
- credito d’imposta per attività fisica adattata;
- credito d’imposta per installazione di sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili;
- credito d’imposta per le donazioni alle fondazioni ITS Academy.
Il bonus affitto giovani
Nel quadro V, invece, si trovano i campi per il nuovo bonus affitto giovani. Si tratta di un’agevolazione introdotta con la Legge di Bilancio 2022, valida per giovani dai 20 ai 31 anni non compiuti, che alloggiano anche in una stanza situata in un appartamento e pagano un canone di affitto.
L’agevolazione è pari al 20% del canone, per un minimo di 991, 20 € e un massimo di 2.000 €. Viene riconosciuta per i primi quattro anni di contratto di locazione, quando il reddito complessivo del giovane arriva fino a 15.493,71 € e se risiede questi nell’abitazione per la quale versa un canone di affitto.
Il Social Bonus
Il Social Bonus riguarda le erogazioni liberali effettuate nel 2022 a vantaggio degli enti che recuperano beni mobili/immobili pubblici inutilizzati o confiscati alla criminalità organizzata. Su queste viene applicato un credito d’imposta nella misura del 65% o 50% dell’erogazione, a seconda del tipo di donatore. Si indicano nel quadro G del 730.
Le agevolazioni per le barriere architettoniche
Il bonus per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025. Per cui, nel modello 730/2023 trova posto anche questo tipo di agevolazione, per l’esattezza nel Quadro E. La detrazione viene ripartita in 5 rate ed è pari al 75% del limite di spesa calcolato.
Ha dubbi o domande sulla dichiarazione dei redditi 2023? Contattaci e ti risponderemo!

